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Itinerario dantesco a Ravenna

Ravenna e i lidi

Dante giunse a Ravenna nel 1318 e vi si fermò fino al giorno della sua morte avvenuta nel settembre del 1321. Il sommo poeta ritenne Ravenna una città idonea in cui terminare la sua grande opera; la Divina Commedia. Infatti proprio qui concluse la stesura del Paradiso. Nel 1519 ebbe inizio la famosa diatriba tra Ravenna e Firenze per stabilire in quale città la spoglia del sommo poeta avrebbero dovuto giacere. Ottenuto il permesso da Papa Leone X di prelevare le ossa di Dante, i fiorentini si recano a Ravenna, ma un’amara scoperta li attendeva; la tomba era vuota. I frati francescani dall’interno del convento fecero un buco nel muro e trafugarono le ossa nascondendole nel vicino convento.


TOMBA DI DANTE

La tomba, a pianta quadrata, è a forma di tempietto neoclassico coronato da una piccola cupola. La facciata esterna è molto semplice con una porta sovrastata dallo stemma arcivescovile del Cardinal

Gonzaga, e sulla cui architrave è scritto, semplicemente e in latino: Dantis poetae sepulcrum.

Al di sopra del sepolcro , rimasto praticamente lo stesso quattrocentesco, vi è un bassorilievo del 1483, opera di Pietro Lombardo, raffigurante Dante pensoso davanti ad un leggio. Ai piedi del sarcofago vi è una ghirlanda in bronzo donata nel 1921 dai reduci della Grande Guerra. Sul soffitto arde perennemente una lampada votiva settecentesca, alimentata da olio d’oliva dei colli toscani che è donato da Firenze ogni anno il 14 settembre (anniversario della morte del poeta).


MUSEO DANTESCO

Ci si accede da una scala esterna sul retro della tomba. Il museo è diviso in 5 vani nei quali sono collocati doni vari e cimeli: una riproduzione del monumento di Dante a Trento, targhe, corone, pergamene, maschere del poeta, la cassetta di Padre Antonio Santi e l’urna di vetro nella quale lo scheletro ricomposto di Dante fu esposto nel 1865. Completano l’esposizione ritratti, bozzetti e busti.


BASILICA DI S.FRANCESCO

La chiesa fu costruita dal vescovo Neone con il nome di Basilica o Chiesa degli Apostoli (Pietro e Paolo). Successivamente prese il nome di Basilica o Chiesa di San Francesco poiché, nel1261, i francescani la ricevettero in concessione. La chiesa all’interno è suddivisa in tre navate da due serie di archi a tutto sesto sorretti da dodici colonne di spoglio per lato. L'attuale pavimento sorge 3,50 metri più in alto rispetto a quello originario, e ciò è messo in evidenza nei pressi del presbiterio. Al disotto di quest’ultimo si trova la cripta del IX-X secolo, raggiungibile tramite una doppia rampa di scale ed avente come ingresso una piccola finestra ad arco da cui è possibile vedere la cripta senza accedervi. Sul pavimento, vi sono gli antichi mosaici, risistemati nel 1977; tra questi un'iscrizione che ricorda l'originaria destinazione dell'ambiente, ovvero quella di accogliere le spoglie del vescovo Neone. Trovandosi sotto il livello del mare l'acqua invade la Cripta come fosse una piccola piscina, dove nuotano anche diversi pesci creando un bellissimo effetto suggestivo.


QUADRARCO DI BRACCIOFORTE

A destra della tomba di Dante si trova questo antico oratorio un tempo collegato alla chiesa tramite un portico. Sotto il Quadrarco vi sono collocati due sarcofagi; uno di Eliseo Profeta e l’altro di Pietro Traversari. Nella fronte del primo sarcofago, risalente ai primi anni del V secolo, vi è raffigurato Cristo in trono che preme un leone ed un drago che sta a simboleggiare la vittoria di Cristo sulle forze del male. Il secondo, risalente alla fine del V secolo, presenta sul fronte una tabula ansata con due croci sui lati. Nel giardinetto sono conservati i resti dell’antico muro in cui venne nascosta la cassetta con le ossa del sommo poeta.

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