Prenota il tuo soggiorno!






 2 notti (17/12 - 19/12) per  2 adulti, Bed and breakfast

Forlì Noir

Forlì-Cesena

Un itinerario, alla scoperta di luoghi ed edifici che nelle diverse epoche storiche erano stati teatro di agguati e vendette, fatti di cronaca nera ed eventi cruenti, spesso avvolti nel mistero o divenuti leggendari.

  • Rocca di Ravaldino – Qui si trova il corpo di un bambino di dodici anni, morto in circostanze misteriose nel luglio del 1480. Questo bambino era Sinibaldo, unico figlio del Signore di Forlì, Pino III Ordelaffi. Il corpo non fu mai ritrovato né, a quello che risulta dalle cronache, cercato. A Sinibaldo aspettava la prosecuzione della signoria però Forlì era già promessa dal Papa al nipote, Gerolamo Riario, e Sinibaldo, da morto così come è stato da vivo, non avrebbe costituito che un intralcio.
  • Chiesa di Ravaldino – qui viene conservato il crocifisso che, fra Sei e Settecento, veniva usato in occasione delle condanne a morte.
  • Piazza Saffi – il 1° maggio 1282, i soldati della ghibellina Forlì, comandati da Guido da Montefeltro, sbaragliarono, in uno scontro assai cruento, il fior fiore dell’esercito composto da francesi e guelfi italiani, inviato dal pontefice Martino IV a sottomettere la ribelle Forlì, che così meritò la citazione dantesca di “sanguinoso mucchio” (“La terra che fè già la lunga prova e di Franceschi sanguinoso mucchio” - Dante, Inf. XXVII, 44). I caduti vennero onorevolmente sepolti, grazie all'intervento dei Battuti Neri, in una grande fossa comune e a ricordo, fu eretta una cappella, la Crocetta, in posizione quasi frontale rispetto all'attuale via Allegretti, che verrà poi demolita nel 1616. Per lunghi anni la piazza grande fu il luogo in cui avvenivano le esecuzioni capitali. Le scene raccapriccianti non mancarono, ma forse nessuna fu più atroce della difficile decapitazione di Tommaso di ser Filippo (11 dicembre 1432) il quale, affidato ad un carnefice inesperto, ricevette quattordici colpi di mannaia prima di morire. Un altro clamoroso, orrendo fiasco accadde il 19 marzo 1801, quando, sempre in piazza, fu allestita per la prima volta in città la ghigliottina, costruita dal bolognese Giuseppe Berti. I due condannati, rei d'omicidio, erano tali Miglietti e Brunini.

Questi fu il primo a mettere il collo nella lunetta, ma la lama per tre volte si abbatté sulla nuca dell'infelice senza staccarne la testa, così che il turpe lavoro fu finito col coltello, tra le urla d'orrore della folla e quelle del povero Brunini che veniva scannato come un maiale. Il Miglietti, vista la pessima prova della ghigliottina, venne fucilato ed il Berti, maldestro autore di quel lugubre trabiccolo, si prese tre mesi di galera.

  • Palazzo Malmesi – teatro del più lugubre e noto “fatto di sangue” di Forlì. Alberto Malmesi e la fidanzata Dionilla Dal Pozzo erano scomparsi dal dicembre 1914. Si parlò di fuga romantica o di un improvviso cambio di città. Nel marzo 1915, un ragazzino affermò di aver visto trasportare dalla latrina di via Maroncelli due grossi involti, simili a tappeti arrotolati da uno dei quali penzolava un braccio scarnificato. Da questa testimonianza ebbe origine il più straordinario affaire noir della città. Le indagini poliziesche furono minuziose, ed inaugurarono nella nostra sonnacchiosa città metodi di investigazione scientifica che sbalordivano.
  • Via Moroni - stradina stretta e buia prossima a Corso Garibaldi. Qui fu aggredito Michele Placucci (1782-1840)la sera del 30 marzo 1840. Una violenta coltellata gli perforò un polmone, causandone la morte, dopo una lunga agonia, il 2 aprile. Placucci sembrò d’aver riconosciuto il feritore, ma non ne rivelò il nome.
  • Palazzo del Signore – qui avviene l’episodio della defenestrazione del Conte Gerolamo Riario che rappresenta l’epilogo di una fase politica durante la quale la città di Forlì, in tutte le sue componenti sociali, tentò di scrollarsi di dosso una signoria sgradita e pericolosa. Una lunga serie di congiure era fallita, ma infine un gruppo di persone, tra le quali i fratelli Checco e Ludovico Orsi, Lodovico Pansecco, Giacomo del Ronco, decisero di evocare l'eterna lotta tra la libertà e la tirannide per motivarne l'uccisione. Checco Orsi la sera del 14 aprile 1488 si presentò al cospetto del Conte, intento a cenare nella Camera delle Ninfe. Ricorrendo ad un pretesto per avvicinarlo, gli sferrò una pugnalata al ventre e subito fu raggiunto dai complici. Una stoccata alla testa, questa volta mortale, e il Riario giacque a terra. Nel frattempo Ludovico Orsi in piazza incitava alla rivolta e alla libertà, cercando di radunare gente e scatenare l'insurrezione. Superata facilmente una prima, debole resistenza da parte dei famigliari del Conte, Checco scese le scale con un gruppo di armati. Il corpo del Conte fu gettato dalla finestra della sala sulla piazza, la terza da sinistra partendo dal lato sinistro della facciata, dove venne straziato e letteralmente fatto a pezzi. All'arrivo della folla i soldati della guardia fuggirono, lasciando che la moglie del Riario, Caterina Sforza, venisse catturata e condotta alle case degli Orsi, mentre la folla si dava al saccheggio del palazzo dei Signori.
Guide al territorio che potrebbero interessarti
Arte e Cultura
Le Conserve
Cesenatico
Le conserve o ghiacciaie, così denominate secondo i tempi e i luoghi, erano molto diffuse nella zona costiera romagnola e in quelle limitrofe già nel sec. XVI; esse avevano...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Imola, l’antica colonia Forum Cornelii, sorgeva in un’area già intensamente popolata in epoca preistorica.La pianta della città richiama ancora lo schema tipico di fondazione roman...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Itinerario Pascoliano
San Mauro Mare
San Mauro Pascoli, un tempo San Mauro di Romagna, è conosciuto come centro calzaturiero dell'alta moda e città natale del poeta Giovanni Pascoli, di cui si può visitare la C...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Casola Valsenio è un suggestivo borgo dell’alta Valle del Senio, in provincia di Ravenna, prossimo a quella parte della provincia di Firenze che sconfina sul versante Adriatico...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Eretto nel 1884, fu forse il primo dedicato a Giuseppe Garibaldi in Italia. La statua è collocata vicino al porto canale, che nel 1849 rappresentò per l’eroe la salvezza dop...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Il porto di Cesenatico fu costruito nel 1314 per l’esigenza mercantile della città di Cesena di avere uno sbocco al mare. Ai primi del cinquecento Cesare Borgia reputò oppor...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
E’ stata costruita nel 1324 e quindi ricostruita nel sec. XVI; la forma attuale è un rifacimento del 1763 ad opera dell’Architetto luganese Pietro Borboni. Conserva due dipi...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Per un itineariro tutto dedicato al grande Federico Fellini si parte da Parco Fellini dove si affaccia il candido Grand Hotel. Volendo, si può dormire nella suite Fellini (la s...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Nella casa natale del poeta Marino Moretti sono custoditi i suoi libri e le sue carte. Attualmente è sede di un centro di studi e ricerche sulla cultura letteraria novecente...
Vai alla scheda
Arte e Cultura
Itinerario dantesco forlivese Dante Alighieri è considerato il padre della lingua Italiana e la Divina Commedia è universalmente ritenuta la più grande opera letteraria scri...
Vai alla scheda
Le migliori strutture per le tue vacanze in Emilia Romagna
direttamente nella tua email!
Hai bisogno d’aiuto?
Gli uffici di informazione e accoglienza turistica dell'Emilia Romagna sono a tua disposizione
Emilia Romagna: terra da scoprire!
Seguici:

Emiliaromagnawelcome.com - Tutti i diritti riservati - P.IVA 02540800394
Credits TITANKA! Spa © 2016