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La Reggio Emilia contemporanea

Reggio Emilia
La Reggio Emilia contemporanea è attenta alla modernità e al costante mutamento della società, della cultura e del gusto.

Stazione Mediopadana AV: La stazione progettata da Santiago Calatrava è l'unica fermata lungo la linea Alta Velocità tra Bologna e Milano, pensata per servire tutta l'area cosiddetta Mediopadana

Ponti di Calatrava: Progettati dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava, i tre cavalcavia di acciaio bianco si caratterizzano come nuove porte di accesso di Reggio Emilia, ridisegnando in chiave contemporanea lo skyline cittadino e fungendo da punti di riferimento e riconoscimento alla città stessa

Evoluzione dell’ingegno: Collocata a poca distanza dalla Stazione AV Mediopadana, la scultura è frutto del genio artistico di Franco Reggiani, artista e designer conosciuto in ambito nazionale ed internazionale. L'opera fonde insieme in chiave scultorea parti fondamentali di sette differenti autovetture, dal musetto dell'Alfa P12, con la quale Enzo Ferrari corse la sua prima gara come Scuderia Ferrari, al cofano e all'alettone della T5 di Villeneuve.

“Danza di astri e stelle” di Elideo Mattiacci: La Fondazione Nazionale della Danza è ospitata all'interno della cosiddetta Fonderia39, uno degli esempi di archeologia e recupero industriale presenti in città. Nel cortile esterno all'edificio è stata collocata l'opera contemporanea, quasi un moderno libro di astronomia su cui sono incisi segni che ci espongono ad una visione misteriosa del cosmo in continua esplorazione.

“Pesce fuor d’acqua” e “ianua coeli”: Le due opere d'arte si trovano una accanto all'altra a pochi passi da porta Santa Croce. Pesce fuor d'acqua è opera di Giovanni Menada e richiama storia e tradizione locali e un pesce per stimolare la riflessione “su una delle condizioni dell’uomo”, come ha detto l’autore. Ianua Coeli invece, collocata a poca distanza, è opera di Giordano Montorsi e vuole essere la porta alla città in chiave moderna che si espande verso l’ambiente e si lascia attraversare, rappresentando una città chiusa che si apre.

Centro internazionale Loris Malaguzzi: il Centro è nato a seguito e per portare avanti l'opera e gli studi del pedagogista reggiano Loris Malaguzzi e rappresenta uno degli esempi di archeologia industriale presenti in città.

Tecnopolo: Centro di ricerca meccanica, meccatronica, costruzioni, agroalimentare, energia & ambiente. Il tecnopolo è nato per produrre e diffondere conoscenza, attrarre imprese hi-tech e ad alto valore aggiunto, fungere da incubatore di start up e spin-off.

“Less than” di Robert Morris : Less than fu pensata appositamente per il segreto e silenzioso Chiostro Piccolo dei Chiostri di San Domenico e inizialmente univa alla fisicità della scultura una parte sonora che scaturiva all'ora del crepuscolo riproducendo suoni industriali

L’araba fenice di Luciano Fabro: Si trova nel portico della Ex Caserma Zucchi, attuale sede cittadina dell'Università di Modena e Reggio. È una colonna di marmo travertino-oro iraniano, alta circa sette metri e leggermente rastremata verso l’alto che unisce elementi materici a lavorazioni volte ad imitare le venature degli alberi in natura.

Museo del Tricolore: Il piano terra del Museo del Tricolore ospita una ricca sezione dedicata all'arte contemporanea. Le opere si ispirano alle bandiere esposte per le vie della città nel 2011, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, che riproponevano, in grande dimensione, le diverse forme che il Tricolore ha assunto nella sua storia.

“Whirls and Thrils” di Sol Lewitt: Progettata dall'artista americano per la città di Reggio Emilia nel 2004, l'imponente affresco è stato realizzato sulla volta della Sala di Lettura della Biblioteca Panizzi da un gruppo coordinato da tre assistenti di Sol LeWitt con la collaborazione di nove giovani artisti reggiani.

L’opera di Marco Gerra in piazzale Duca d’Aosta: scultura è alta 10 metri per 90 quintali di peso ed è composta da otto parti di forma geometrica, fra loro saldate e verniciate in arancione, bianco e nero. Può evocare la civiltà industriale, che agli inizi del Novecento si sviluppò nel vicino quartiere di Gardenia.

Collezione Maramotti: allestita all'interno del primo stabilimento del gruppo Max Mara, è la collezione d'arte contemporanea privata del fondatore del marchio stesso. In esposizione vi sono oltre duecento opere, tra dipinti, sculture e installazioni, rappresentative delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali dal 1945 a oggi.
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